Iodio e Salute

La fonte principale di iodio per l’organismo umano è rappresentata dagli alimenti.

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Le fonti di Iodio

La fonte principale di iodio per l’organismo umano è rappresentata dagli alimenti, il cui contenuto è estremamente variabile: negli alimenti di origine vegetale dipende dalla quantità di iodio presente nel terreno, mentre in quelli di origine animale dipende dallo iodio assunto dagli animali con l’alimentazione. Gli alimenti in assoluto più ricchi di iodio sono i pesci di mare ed i crostacei, ma anche le uova, il latte e la carne ne contengono importanti quantità. Meno ricchi di iodio sono invece i vegetali e la frutta. Sulla base di specifici studi è comunque risultato che, la quantità media assunta normalmente con l’alimentazione non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero di iodio. Il modo migliore per sopperire a tale carenza è l’utilizzo del sale iodato, in sostituzione al comune sale da cucina. Ogni grammo di sale iodato contiene 30 microgrammi di iodio in più (ovvero nel caso di un individuo adulto 1/5 del quantitativo giornaliero necessario). Secondo quanto affermato dal ministero della salute, tutti possono assumere sale iodato, perché con un consumo moderato di sale, le quantità di iodio assunte sono sempre molto inferiori ai valori al di sopra dei quali possono manifestarsi effetti negativi.

Lo iodio e gli ormoni

Lo Iodio è un elemento presente nell’ambiente in diverse forme. Nel nostro organismo è presente in piccole quantità e concentrato quasi esclusivamente nella "tiroide", ghiandola endocrina posta alla base del collo. In essa vengono prodotti due ormoni che contengono al loro interno Iodio. Tali ormoni regolano numerosi processi metabolici nella maggior parte delle cellule e svolgono un ruolo fondamentale nella prime fasi di crescita e nello sviluppo di molti organi, come ad esempio il cervello.

La tiroide

La tiroide in caso di insufficiente assunzione di Iodio non è in grado di produrre la giusta quantità di ormoni tiroidei. Ciò può portare ai cosiddetti disturbi da carenza iodica come il gozzo endemico, ovvero l’ingrossamento della tiroide dovuto al maggior sforzo nella produzione di quantità di ormoni adeguate alle necessità dell’organismo. Altri danni, ben più gravi, possono interessare il sistema nervoso centrale e periferico. L’assunzione della giusta quantità di iodio è fondamentale a tutte le età, ma estremamente importante soprattutto per le donne in gravidanza e in fase di allattamento e per i bambini con meno di tre anni. Durante lo sviluppo del feto e del neonato, una grave carenza di iodio, comporta danni irreversibili al cervello ed al sistema nervoso centrale, con conseguenze permanenti.